8 marzo: Giornata Internazionale della Donna

Violenza di Genere: L’espressione indica ogni forma di violenza e discriminazione in base al sesso, generalmente messa in atto dagli uomini verso le donne (in quanto donne), anche se, come riportano studi recenti, esiste anche il fenomeno contrario. Questo tipo di abuso comporta la violazione dei diritti fondamentali in ambito pubblico e privato, attraverso violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria o anche istituzionale, quando il reato resta impunito da parte delle autorità competenti.

È violenza contro le donne “ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà che avvenga nella vita pubblica o privata”, come enunciato nell’art. 1 della Dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne (CEDAW, 1993).
La violenza contro le donne riguarda tutte le donne, può interessare qualsiasi momento del ciclo di vita e può comprendere “violenza fisica, sessuale e psicologica che avviene in famiglia, incluse le percosse, l’abuso sessuale delle bambine nel luogo domestico, la violenza legata alla dote, lo stupro da parte del marito, le mutilazioni genitali femminili e altre pratiche tradizionali dannose per le donne, la violenza non maritale e la violenza legata allo sfruttamento”, come citato nell’art n. 2. della Raccomandazione Rec (2002) emanata dal Comitato dei Ministri agli Stati Membri del Consiglio D’ Europa. In questo documento la violenza contro le donne viene definita come “qualsiasi azione di violenza fondata sull’appartenenza sessuale che comporta o potrebbe comportare per le donne che ne sono bersaglio danni o sofferenze di natura fisica, sessuale o psicologica”.

La violenza di genere spesso agisce ad un livello non visibile: gli abusi non vengono segnalati per paura, soprattutto se vissuti in ambito intra familiare, rimanendo così impuniti fino al verificarsi di un evento di violenza estrema.
Vanno tenuti in considerazione anche gli episodi sottili, ripetuti e traumatici all’interno di relazioni intime: sono queste le relazioni che lasciano ferite e traumi profondi a livello psicologico.

Distinzione tra i diversi tipi di violenza
• Violenza fisica: ogni forma di azione o intimidazione, che si sviluppa tramite un’aggressione basata sull’uso della forza;
• Violenza sessuale: imposizione di pratiche sessuali o rapporti indesiderati, ottenuti con minacce di varia natura. Questo è un atto di umiliazione, sopraffazione e di soggiogazione che provoca nella vittima conseguenze fisiche e psicologiche;
• Violenza psicologica: insieme di comportamenti che hanno come scopo quello di ledere la dignità della donna, attraverso umiliazione, denigrazione, colpevolizzazione e messa in ridicolo. Può esternarsi attraverso la limitazione della libertà personale, minacce reiterate nel tempo, danneggiamento di oggetti appartenenti alla donna, isolamento da amici e familiari e dalle relazioni sociali in generale;
• Violenza Economica: attuazione di comportamenti volti a creare una dipendenza economica dall’uomo, ledendo l’autonomia della donna. Nello specifico, si assiste a limitazioni nell’accesso alle finanze familiari, occultamento della situazione reale patrimoniale della famiglia, divieto o boicottaggio del lavoro della donna fuori dal contesto familiare, appropriazione dei risparmi, sfruttamento lavorativo (privazione della retribuzione), esclusione dalle tutele giuridiche, non adempimento agli obblighi economici sanciti dalla legge.

Lo psicologo interviene nella prevenzione, nella diagnosi e nelle attività di sostegno, in favore sia delle vittime sia dei soggetti abusanti, attraverso percorsi che conducono alla costruzione di nuovi progetti di vita.

FONTE : Ordine degli Psicologi Regione Lombardia