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INFORMAZIONI
  • Quanto può durare la Psicoterapia

    La durata della psicoterapia, oltre che dai tempi interni della persona e dalla sua situazione di partenza, dipende inoltre dagli obiettivi che vengono posti insieme tra terapeuta e paziente.

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  • Diritti del paziente

    Quando si fa ricorso ad un servizio psicologico si è in presenza, dal punto di vista legale, di un mandato. Lo psicologo specialista s’impegna a svolgere con cura il compito affidatogli.

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  • Consulenza o Terapia?

    Rivolgersi allo psicologo – psicoterapeuta non significa per forza impegnarsi in un lungo (e quindi anche costoso) percorso.

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  • Erogazioni liberali alle ONLUS

    Le persone fisiche possono dedurre dal reddito complessivo le liberalità erogate a favore delle Onlus, nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di € 70.000,00 annui.

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  • Quanto costa la Psicoterapia

    L’Ordine Nazionale degli Psicologi ha stabilito dagli ordini professionali che prevede il costo di ogni singolo incontro a seconda del tipo di intervento (individuale, di gruppo, familiare, ecc.).

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  • Codice di condotta

    Relativo all'utilizzo di tecnologie per la comunicazione a distanza nell'attività professionale degli psicologi.

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  • Colloquio Psicologico Gratuito

    La consulenza psicologica gratuita è un intervento, se effettuato sulla base di specifiche competenze professionali e tecniche, che ha di per se una azione di cura ed è una prestazione professionale che ha già la potenzialità di generare il cambiamento.

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  • Consulenza competente

    La malpratique professionale è ancora diffusa e crediamo che una utenza informata possa essere un viatico alla svolgimento corretto di una professione molto utile e che amiamo.

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  • Parcella deducibile / rimborsabile

    Chiedete fin dall’inizio quanto costa la consulenza o la terapia. Le assicurazioni complementari coprono una parte dei costi per psicoterapie fornite da psicoterapeuti liberi professionisti.

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  • Codice deontologico

    In 42 articoli il testo approvato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine nell'adunanza del 27-28 giugno 1997.

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  • Codice di condotta

    Relativo all’utilizzo di tecnologie per la comunicazione a distanza nell’attività professionale degli psicologi.

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  • Consulenza competente

    La malpratique professionale è ancora diffusa e crediamo che una utenza informata possa essere un viatico alla svolgimento corretto di una professione molto utile e che amiamo.

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    La durata della psicoterapia, oltre che dai tempi interni della persona e dalla sua situazione di partenza, dipende inoltre dagli obiettivi che vengono posti insieme tra terapeuta e paziente.

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    L’Ordine Nazionale degli Psicologi ha stabilito dagli ordini professionali che prevede il costo di ogni singolo incontro a seconda del tipo di intervento (individuale, di gruppo, familiare, ecc.).

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    La consulenza psicologica gratuita è un intervento, se effettuato sulla base di specifiche competenze professionali e tecniche, che ha di per se una azione di cura ed è una prestazione professionale che ha già la potenzialità di generare il cambiamento.

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  • Consulenza o Terapia?

    Rivolgersi allo psicologo – psicoterapeuta non significa per forza impegnarsi in un lungo (e quindi anche costoso) percorso.

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  • Parcella deducibile / rimborsabile

    Chiedete fin dall’inizio quanto costa la consulenza o la terapia. Le assicurazioni complementari coprono una parte dei costi per psicoterapie fornite da psicoterapeuti liberi professionisti.

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  • Codice deontologico

    In 42 articoli il testo approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine nell’adunanza del 27-28 giugno 1997.

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  • Erogazioni liberali alle ONLUS

    Le persone fisiche possono dedurre dal reddito complessivo le liberalità erogate a favore delle Onlus, nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di € 70.000,00 annui.

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Decluttering

Cos’è il Decluttering

Il decluttering, o Space Clearing, è una disciplina legata al Feng Shui. Secondo quest’antica arte taoista della Cina, l’accumulo di oggetti inutili e disordinati impedirebbe il fluire delle energie positive. Creando addirittura situazioni di stasi capaci di influire negativamente sul benessere interiore.

Accumulare oggetti ci tiene legati al passato e ci limita nell’affrontare i cambiamenti con energia positiva. Le cianfrusaglie e gli oggetti inutili creano disordine, ingombrano le nostre stanze e i nostri armadi e generano caos, non solo esteriore ma anche dentro di noi.

Spesso si conservano oggetti o utensili pensando “forse un domani serviranno” ma questo atteggiamento denota insicurezza, sfiducia nel futuro e un eccessivo attaccamento al passato. Riempire la propria casa di oggetti può addirittura essere un campanello d’allarme che segnala un vuoto interiore che non sappiamo o vogliamo riconoscere.

Prenditi un momento per visualizzare vividamente tutti i fastidi che ti creano gli oggetti quando vengono abbandonati in un accumulo nella tua casa. Ai soldi che hai speso per avere quegli oggetti, senza che ti dessero niente di davvero valido in cambio. A quelli che ancora spendi per pagare (e non usare) lo spazio che occupano. Alla sensazione di pesantezza e affanno che provi guardando quei mucchi inerti. Al tempo che perdi per cercare quello che ti serve, a spostare la roba da una parte all’altra della casa, e a tutto quello che dovrai impiegare per potertene finalmente liberare. Se hai già fatto un corso di Feng Shui, pensa a tutti i danni che quegli accumuli ti stanno provocando attraverso il principio di risonanza, a quanti aspetti della tua vita e della tua persona vengono bloccati e devitalizzati per via degli oggetti inutili che soffocano il tuo spazio vitale. A tutte le corse a cui stai arrivando ultimo, perché ti trascini quella enorme palla al piede.

Te lo sei fatto, un bel film? Allora dovresti già aver capito qual è la prima regola quando si ha la casa piena di oggetti inutili. La prima regola del decluttering è: non portare mai oggetti inutili in casa. Non portare. Mai. Oggetti inutili. In casa.

Quando si parla di decluttering e di disturbo da accumulo si tende a pensare al trattenimento degli oggetti che sono già in nostro possesso. Il trattenere però è solo una faccia della medaglia; il lato yin, se vogliamo. Il lato yang, ovviamente, è il comprare, il raccogliere, il portare gli oggetti dentro casa, dove verranno poi trattenuti.

1. Ogni singolo oggetto che intasa il tuo spazio ci è stato portato. Il problema si manifesta dentro, ma arriva da fuori.
2. Non importa quanto diventi abile nel liberare il tuo spazio. Sarà tutta fatica sprecata se non impari a mantenerlo libero.Per fare questo ci sono, certo, piccoli accorgimenti pratici per difendere i nostri confini, piccole cose apparentemente banali che fanno la differenza. Ognuno ha le sue situazioni particolari e non ci sono soluzioni valide per tutti. La vera soluzione è cambiare il nostro modo di pensare, e per cominciare, puoi provare a rispondere a queste domande:

  1. Guarda gli oggetti che formano i tuoi accumuli. Come sono arrivati dove sono? Ce li hai portati tu? Da dove? Perché? Cosa pensavi mentre li compravi/raccoglievi?
  2. Qual è il genere di oggetti che usi meno nonostante venga regolarmente portato in casa?
  3. Ci sono oggetti di cui compri o raccogli una versione nuova pur non avendo ancora esaurito l’utilizzo di quella vecchia? Dalle penne di riserva ai libri (ne compri di nuovi quando ne hai ancora di non letti?), dov’è che crei abitualmente un eccesso?
  4. Quali sono gli oggetti che fluiscono verso casa tua che sarebbe più facile fermare? Materiale pubblicitario? Riviste che non hai tempo di leggere? Campioncini gratuiti? Confezioni vuote ormai inutili? Ricordini di viaggio?…sorpresine dell’ovetto Kinder?

Per proteggere il nostro spazio dagli oggetti inutili bisogna imparare a riconoscerli come oggetti inutili prima che si rivelino tali dentro casa. L’esperienza dimostra che se un oggetto non è molto utile – direi di un grado di utilità vicino alla necessità – molto probabilmente rimarrà presto inutilizzato.

Se hai anche solo il minimo problema di accumulo, ti basterà una breve riflessione per constatare che la grande maggioranza degli oggetti che hai in casa non viene mai usata. E questo non perché gli oggetti che teniamo siano sempre inutili in assoluto; semplicemente, passato un certo numero di oggetti non c’è più il tempo materiale per utilizzarli tutti! Ma facciamo pure un passetto in più, e riflettiamo sul fatto che passiamo molto più tempo a faticare per guadagnare i soldi che servono a comprare gli oggetti di quanto ne passiamo poi a godere di quegli oggetti.

Perché allora ne abbiamo così tanti? Perché continuiamo a comprare, raccogliere, riempire? una delle ragioni più importanti – e molto in linea con il periodo natalizio – è questa: ci hanno abituati a pensare che i problemi si possono risolvere comprando cose nuove.

Presta attenzione per un giorno ai messaggi mediatici che ti arrivano, e poi prova a stimare quanti di questi ti esortano a usare la testa per risolvere i tuoi problemi e ottenere soddisfazione, rispetto a quanti ti esortano a comprare qualcosa. A sentire le voci nell’etere, sembra che entrare in possesso di nuovi oggetti sia la soluzione garantita per problemi di ogni genere, ma soprattutto, a quello più antico e più universale: come essere più felici, o meno infelici.
Il fatto, banale se vuoi, è che alle persone che commercializzano la maggior parte degli oggetti oggi in vendita non piace molto che tu usi la testa per risolvere i problemi. Specialmente se vendono cose che si trasformano in accumuli inerti un nanosecondo dopo averle comprate. 

C’è un trend abbastanza recente della ricerca psicologica soddisfazione generata dall’acquisizione di nuovi oggetti rispetto a quella generata da esperienze desiderabili: procurarsi esperienze piacevoli genera una soddisfazione più intensa e più duratura che acquisire nuovi oggetti.  In sostanza, la ricerca dimostra che se hai 100 euro da spendere per un regalo, regalare un biglietto per un concerto, un buono per un trattamento estetico, o un massaggio, o una degustazione, o un corso di una giornata, genera nella persona che lo riceve un piacere nettamente maggiore, e che ricorderà con piacere quell’esperienza molto più a lungo di quanto ricorderebbe uno schiaccianoci di design o l’ennesimo elettrogadget.

C’è anche un motivo più sottile per cui le esperienze creano più felicità degli oggetti. Possiamo accumulare tutte le belle esperienze che vogliamo, e continueranno a renderci sempre più felici. L’accumulo di oggetti, invece, oltre certi limiti crea solo più problemi. 

Stabilito che le esperienze danno più soddisfazione degli oggetti, proviamo a fare un passo più in là: chi l’ha detto che le esperienze più belle sono sempre quelle che dobbiamo pagare? 

Se non abbiamo i soldi per regalare un’ora di sauna e massaggio svedese a seguire, possiamo offrirci di fare qualcosa di bello per/con la persona cara, di passare del tempo insieme in un’attività prediletta, o di aiutarla a raggiungere un suo obiettivo. Possiamo spendere meno tempo a scegliere oggetti che danno una soddisfazione molto effimera, e passarne di più a cercare di capire veramente le persone e quello che le farebbe più felici. Volendo, possiamo anche mettere il nostro gesto in un biglietto dove esprimiamo i nostri sentimenti e il nostro dono. Gioverà ai nostri rapporti, a noi, alle nostre finanze, e forse, se siamo in tanti, anche a tutta la comunità, sempre più sotto pressione per problemi causati dall’avidità di pochi.

Il nostro tempo è la sostanza di cui è fatta la nostra vita, e solo una cultura perversa può indurci a pensare che valga meno di un telefonino ultimo modello. Il nostro tempo e le nostre energie sono un regalo prezioso, ma per averne da regalare dobbiamo prima riprenderceli, e un ottimo modo per cominciare a farlo è liberarsi dalla dipendenza da oggetti. Gli oggetti promettono esperienze appaganti, ma non mantengono quella promessa perché tutto il nostro tempo se ne va per pagare e gestire gli oggetti stessi. Per uscire da questa trappola di abbondanza tossica, è utile riflettere su come possiamo vivere direttamente le esperienze che ci appagano davvero, senza passare per gli oggetti.

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